Sono nata nel 1977 a Milano, dove vivo attualmente.

Da sempre attratta dall’arte, ho conseguito una laurea in Lettere con indirizzo in Storia e critica delle arti all’Università degli Studi di Milano. 

Un fascino particolare hanno esercitato su di me la pittura metafisica di Giorgio De Chirico, quella surrealista di René Magritte e le scatole poetiche di Joseph Cornell. 

Importante è stato inoltre il mio incontro con la dimensione onirica di “Le avventure di Alice nel paese delle Meraviglie”, con particolare riferimento alla versione cinematografica del regista surrealista Jan Svankmajer.

In mostra si incontrano micromondi immersi nella dimensione dell’infanzia, del gioco e del sogno, creati dentro scatole di legno che custodiscono l’immaginazione e la meraviglia. 

Origami in miniatura, re e cavalieri delle carte da gioco, bamboline souvenir, farfalle e pesci sono alcuni dei protagonisti che popolano il mio universo fiabesco: un microcosmo caleidoscopico che rappresenta il macrocosmo in tutta la sua varietà.

I “Rebus oggettuali”, con i loro accostamenti di oggetti eterogenei, invitano gli spettatori a cercare la soluzione, a volte celata negli oggetti stessi, in un gioco di rimandi tra immagini e parole.

Nelle “Nature morte contemplative” il colore azzurro cielo smaterializza gli oggetti collocandoli in una dimensione metafisica, cioè oltre (metà) le cose fisiche (“ta physikà”).

Filo conduttore è sempre il concetto della “meraviglia”, considerata sin dall’antichità un accesso alla conoscenza, sia nella tradizione occidentale che in quella orientale.

Immaginate come pezzi di un’ideale Wunderkammer (camera delle meraviglie), le opere esposte possono essere considerate supporti concreti per andare “oltre le cose fisiche”, nella dimensione senza tempo dell’immaginazione, dei sogni e della contemplazione.

 

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Simona Cozzupoli

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